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WOLFSBERG - Una città nel paradiso della Carinzia!

Cenni storici

Attraverso testimonianze storiche, monumenti e curiosità, il centro storico di Wolfsberg si presenta nei dintorni del municipio, nel suo lato migliore.

Gli antichi palazzi borghesi costruiti nel 15° e 16° secolo, i portici del tardo gotico, le finestre del rinascimento ed i pergolati romantici, determinano essenzialmente il carattere del centro storico.
Al centro della Hoher Platz si erge una colonna barocca di 5 metri (Colonna della peste) che ricorda ancora le paure del periodo della peste.

Il Castello di Wolfsberg, situato sopra i tetti della città, è il simbolo più visibile di un passato mutevole della città di Wolfsberg. Il castello che fino all’11° secolo era in possesso dei Bamberger, fu comprato nel 1846 dal conte Hugo Henkel von Donnersmarck che lo fece rinnovare nello stile gotico-inglese Tudor, secondo i progetti degli architetti viennesi Johann Romano e August Schwendenwein. Oggi, il castello appartiene all’industria montana carinzianiana e viene usato come centro di cultura e per mostre.

Ulteriori edifici storici sono:

  • Castello di Bayerhofen, che all’epoca fu il centro del protestantismo
  • Chiesa parrocchiale San Marco, che fu costruita nel 13° secolo. La chiesa ha una torre alta di 72m e conserva nel suo interno delle testimonianze preziose dell’arte sacra.
  • Chiesa di Sant’Anna, che fu costruita nel 1497, appartiene oggi all’associazione fornai e per questo viene anche chiamata “la chiesa dei fornai”

 
Il comune di Wolfsberg è famoso per i suoi monumenti storici. Perciò non è da meravigliarsi che il comune faccia del tutto per curare e rendere attraenti le antiche testimonianze del passato. Così si cominciò nel 1998 rinnovando la piazza con delle lastre di pietra davanti alla chiesa San Marco. Le lastre di pietra provengono dalla cava di pietra della Valle di Kras vicino a Villach. Le pietre sono state scelte insieme alla sovrintendenza monumentale in modo tale che il loro colore sia simile alla scalinata davanti alla chiesa.

Anche la Chiesa della Trinità è stata restaurata per salvarla dalla rovina. La Chiesa che fu costruita nel 16° secolo, oggi appartiene alla città di Wolfsberg. All’interno conserva tre altari del barocco di Franz Anton Detl. Nel quadro del risanamento generale sono stati restaurati anche i quadri e le statue. Le opere d’arte provengono in parte dalla chiesa Blutspital, che nel 1888 doveva far posto alla costruzione del municipio.

Anche nei dintorni della città ci sono alcuni edifici storici; esempi molto famosi sono il Castello di Waldenstein e la Chiesa di Gräbern.

Il Castello di Waldenstein, che si erge su una collina della fossa di Waldenstein, fu costruito – su incarico della diocesi di Bamberg- nella prima metà del 12° secolo. In quel periodo, nella fossa di Waldenstein, si faceva lo scavo del minerale di ferro. L’originaria fortezza romantica fu ricostruita e rinnovata con il passare degli anni. Soprattutto nel 14° e 15° secolo si fecero nel cortile quadrangolare delle costruzioni supplementari in stile gotico. L’edifico rispecchia ancora oggi l’immagine di un castello austero che ha sviluppato, negli ultimi anni, il carattere di un castello spazioso.

Sin dagli inizi, cioè dal 12° al 17° secolo, Hans Ungnad von Sonnegg, fu documentato come proprietario del castello. Nella prima metà del 16° secolo, Waldenstein fu il centro della riforma luterana, in quanto era nelle mani del capitano evangelico Hans Ungnad von Sonnegg.

Hans von Ungnad, in quel periodo terminava il suo servizio per l’imperatore e la patria, e investì la maggior parte del suo patrimonio in una stamperia a Urach vicino a Tübingen. Lì, un prete provinciale, originario dalla Slovenia, Primis Trubar, traduceva con l’aiuto di Georg Dalmatins, le scritte di Lutero. Volevano diffondere anche nella Slovenia la contestata dottrina luterana.

Quando fu ceduta la stamperia di Urach, la stampatrice, le antiche lettere latine, cirilliche e glagolitiche dovevano essere trasferite a Waldenstein. Sull’esistenza del materiale di stampa non ci sono notizie. È da presumere che i soldati di Napoleone, che occupavano parti della Valle del Lavant all’inizio del 19° secolo, abbiano portato la stampatrice di Ungnad a Parigi.

Nel 1851 il conte Hugo Henckel von Donnersmarck acquistò tutto il patrimonio e sostenne l’industria mineraria nella fossa di Waldenstein.
Ancora oggi ci si dedica all’estrazione dell’ematite micacea, che viene usata soprattutto per la produzione della vernice antiruggine.

Intorno al castello di Waldenstein girano alcune leggende: nel 1669 il proprietario del castello dovrebbe aver rinchiuso (per gelosia) Peter Eckhard von Peckern in una camera scura (detta Kornettküche) per farlo morire di fame. Prima che morisse il prigioniero lasciò un messaggio, scritto col sangue, sul muro della camera: “Oh giudice, giudica in modo giusto! Tu sei il signore ed io sono il tuo servo. Come tu giudicherai me, dio giudicherà te!”

Sul castello di Waldenstein, Josef Ritter von Rainer Harbach musicò un poema di Johann Thaurer cavaliere di Gallenstein. Nel 1911 la canzone diventava la canzone della patria carinziana.

La chiesa di Gräbern è una delle più antiche della valle del Lavant. Il suo periodo di creazione è sconosciuto. La costruzione della chiesa, secondo le leggende, dovrebbe essere dovuta, alla Santa Hemma (ca. 995 – 1044), fondatrice del convento di Gurk.
Hemma, che in un documento falsificato è stata denominata la nipote del imperatore Heinrich II, si sposò con il rinomato conte Wilhelm di Frisach. Il conte, durante l’insurrezione del Görtschitztal, dovrebbe aver picchiato uno scudiero a sangue e per espiare i suoi atti tremendi, fece un viaggio nella Terra Santa.

Come racconta la leggenda, sì ammalò fortemente durante il suo ritorno e raggiunse senza forze la valle del Lavant. Fece sosta da un contadino nella Auen (Valle del Lavant) dove morì alcune ore dopo l’arrivo. Prima che morisse, però, il contadino gli dovette promettere, di mettere il suo cadavere su un carro, mettendo davanti due vitelli e facendoli correre via. Nel posto in cui i due vitelli si fermavano per la prima e la seconda volta, si doveva mettere una croce. Al posto della terza sosta, il conte voleva essere sepolto. Il contadino soddisfò il desiderio di Wilhelm, i due vitelli fecero la terza sosta a Gräbern dove fu sepolto.

Nell’anno 1043, la santa Hemma dovrebbe aver fatto costruire una chiesa e piantare tre tigli sopra la tomba di suo marito. La chiesa di Gräbern che viene anche chiamata “Chiesa di Wilhelm” è sempre stata meta di tanti pellegrini, che pregavano davanti alla sua tomba per essere sanati da gravi malattie (della testa).

In realtà, gli storici hanno indicato che Wilhelm non è assolutamente morto durante il suo viaggio nella Terra Santa.
Gli annali di Hildesheim narrano che il conte, con grande probabilità, non è sepolto nella chiesa di Gräbern. Invece fu ammazzato da Adalbero von Eppenstein che è stato destituito, con l’aiuto di Wilhelm, come duca della Carinzia.
Questo non ha di certo cambiato niente e la chiesa di Gräbern è sempre per tanta gente una località di clemenza.